Greta la Tigre

C’era una volta una piccola tigre che viveva libera nella foresta.

Un giorno Greta, questo era il suo nome, decise di allontarsi dal suo piccolo rifugio per inseguire quella che a prima vista sembrava essere una farfalla. E camminando, gironzolando e correndo tra gli alberi non si accorse di essersi allontanato troppo.

“Come farò?” si chiese impaurita, “Mi sono persa!”.

Passava da quelle parti un vecchio leone e, vedendo la piccola tigre in difficoltà, le chiese se avesse bisogno di un aiuto.

“Magari, mi sono persa e non trovo più la via di casa, sono disperata!” rispose Greta.

“Non disperati! Ti aiuterò io. Dimmi, ricordi com’è fatta la tua tana? Quale albero padroneggia nel luogo in cui vivi?”. All’improvviso gli occhi della piccola tigre si riempirono di luce e un lampo attraversò il suo volto. Un sorriso si stampò sulla sua bocca e la sua felicità si fece evidente: come per incanto si ricordò tutto! Ricordava l’albero maestro sotto il quale faceva il suo riposino, ricordava il sentiero che costeggiava il fiume e che aveva percorso inseguendo quella bellissima farfalla colorata!

Un pensiero le balenò in testa:

“Devo immediatamente tornare a casa, chissà come sarà preoccupata la mia mamma!” e corse subito verso il sentiero. Il leone la guardò divertito tornare verso la sua casa e silenziosamente la seguì per essere sicuro che riuscisse a raggiungere la sua mamma.

Nel tragitto Greta si imbattè in Flora, la sua amica coccodrillo che stava facendo un bagnetto nel fiume.

“Ehi Greta! Tutto bene? Dove vai così di corsa?” le domandò.

“Ciao Flo! Sto correndo a casa dalla mia mamma, mi sono allontanata e non voglio farla preoccupare!” rispose fermandosi giusto un attimo.

“Lo sai che l’ho vista poco fa? Ti cercava!”

“E ora dov’è? Mamma mia cosa ho combinato! Devo assolutamente trovarla!”

“L’ho vista correre verso la vostra tana tutta triste, ora capisco perché! Torna presto, così vi rinconciliate e starete tranquille entrambe!” le disse Flora saggiamente.

Senza esitare più nemmeno un attimo, corse spedita verso casa.

E da lontano vide qualcosa che non riusciva a comprendere. “Cosa sarà?” si chiese. Avvicinandosi capì: erano tutte le mamme tigri del vicinato accorse dalla sua mamma a consolarla. “Oh no! Sono nei guai! Ora la mamma sarà arrabbiatissima e mi darà una punizione bruttissima… cosa faccio adesso?”  e pensando così si nascose dietro un albero e iniziò a singhiozzare.

Il leone, che intanto l’aveva seguita e aveva assistito a tutta la scena, le si avvicinò e le disse: “Mia piccola amica, perché ti nascondi? La tua mamma è veramente preoccupata, guardala” e così dicendo, le indicò con la sua zampona la sua mamma seduta lì in fondo sull’uscio della casa. Greta si affacciò con gli occhioni pieni di lacrime.

“Ma ora sarà arrabbiatissima, mi sgriderà e mi darà una brutta punizione! Perché lei non sa che non l’ho fatto di proposito ad allontanarmi” disse tra un singhiozzo e un altro.

“Basta che glielo spieghi e la tua mamma capirà di sicuro. Su, vieni con me” . Mentre parlava così, aiutò Greta a rialzarsi e la riaccompagnò a casa.

Arrivati all’albero maestro, una quercia enorme, la mamma vide Greta e con un bruito la richiamò a sé! Greta la fissò negli occhi e si accorse che la mamma non era affatto arrabbiata, ma era felicissima di vederla! Si abbracciarono, e anche le altre mamme tigri furono sollevate nel veder tornare la piccola tigre scomparsa. Così, ringraziato il vecchio leone, Greta ebbe modo di raccontare la sua storia, della corsa per prendere la farfalla e dell’incontro con il leone, del dialogo con Flora e del ritorno alla sua tana.

Questa avventura servì a Greta per crescere e per ricordarsi che non bisogna mai allontanarsi troppo da casa. Le insegnò che anche le mamme hanno paura delle volte, che temono che qualcosa possa accedere ai propri piccoli e cercano di proteggerli in tutti i modi.

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